Fondazione Welfare Ambrosiano - La casa e la tutela della biodiversità

La casa e la tutela della biodiversità

In campo scientifico il concetto di sostenibilità è molto spesso abbinato a quello di biodiversità, un termine mutuato dalla biologia che sta ad indicare la coesistenza di varie specie in un ecosistema. Solo le proficue interazioni tra specie possono garantire gli equilibri necessari alla vita e allo sviluppo dei singoli componenti e dell’intero ecosistema.

Ma si è parlato di biodiversità anche nell’incontro “Milano inclusiva” organizzato lo scorso 28 maggio da Nomisma e progettato con diversi attori impegnati sul fronte dell’edilizia abitativa sociale. All’evento è stato invitato e ha portato la sua testimonianza anche il Comune di Milano. Le logiche sono analoghe a quelle del mondo scientifico. Le nostre città, a partire da Milano, hanno identità e popolazioni sempre più complesse e il loro equilibrio è regolato da una serie di servizi ecosistemici. E come il cibo, la sanità, il lavoro, l’istruzione, la cultura, anche la casa è un prerequisito indispensabile per la vita sostenibile di una città e dei suoi abitanti. Per questo ora, ancora più di prima per effetto della pandemia, Milano si trova ad affrontare una sfida impegnativa: per diventare più inclusiva e più sostenibile la nostra città deve essere in grado di dare nuove risposte in tema di abitazioni, risposte differenziate e concrete in funzione delle esigenze e possibilità della sua popolazione.

L’incontro ha avuto un duplice obiettivo: fare il punto sullo stato dell’arte, presentando i dati dello studio “Milano inclusiva” avviato nel 2018, e annunciare la nascita di un nuovo osservatorio permanente che monitorerà l’evoluzione della domanda e l’efficacia delle risposte in campo abitativo. Il punto di partenza è un dato: oggi il 20 per cento dei nuclei familiari residenti a Milano– 146.500 – non ha il reddito sufficiente per pagare un canone di locazione medio mensile, tra gli 80 e i 100 euro al metro quadro, e non c’è un’offerta per canoni dai 50 agli 80 euro al di fuori dell’ERP, le case popolari.

Noi abbiamo contribuito alla stesura dello studio. Abbiamo fornito i dati e raccontato le nostre esperienze relative a Milano Abitare, la nostra agenzia sociale per la locazione che abbiamo creato con il Comune di Milano nel 2015. Già allora avevamo intercettato questa esigenza: le persone che incontravamo ci comunicavano le loro preoccupazioni economiche e la casa era un punto dolente ricorrente. Non erano abbastanza ricche per pagare gli affitti del libero mercato ma non erano abbastanza povere per poter accedere all’edilizia popolare. Da lì è iniziata la nostra lunga campagna per promuovere il canone concordato e all’inizio, non lo nego, ci è sembrato di affrontare un mare burrascoso con un piccolo canotto. Milano è sempre stata la cenerentola in questo tipo di contratti, abbiamo incontrato resistenze e diffidenze ma alla fine i risultati ci hanno dato ragione. Malgrado le complessità delle procedure, siamo riusciti a siglare 1600 contratti, spiegando le dinamiche di questa nostra formula poco nota e facendo toccare con mano i vantaggi tangibili, sia per gli inquilini sia per i proprietari.

Tornando all’incontro del 26 maggio, condivido con voi alcune riflessioni personali.

Partecipare alla realizzazione di questo studio e prender parte al nuovo Osservatorio per noi è un’opportunità importante e la nostra Fondazione continuerà a dare il suo contributo a prescindere dal destino di “Milano Abitare”.

Ci consentirà di avere un polso più puntuale delle nuove esigenze e di monitorarne le evoluzioni, non è un caso che le persone che si rivolgono a noi chiedano il nostro microcredito proprio per pagare affitti e spese condominiali. Insieme a chi si occupa di costruire case in locazioni recupereremo indicazioni preziose per mettere a punto nuovi percorsi e nuove proposte.

Tutti i protagonisti di questo osservatorio sono pronti a collaborare in modo fattivo e la loro energia è una conferma: lo spirito e l’operosità ambrosiana non si fermano davanti a niente. Milano è pronta a reinventarsi e a ripartire, ancora una volta.

Romano Guerinoni


Fondazione Welfare Ambrosiano - Un incontro/confronto sulle nuove esigenze e sull’adeguatezza delle nostre proposte

Un incontro/confronto sulle nuove esigenze e sull’adeguatezza delle nostre proposte

Come e a che condizioni ripartiranno le attività? Cosa succederà quando saranno sospesi gli ammortizzatori sociali legati all’emergenza? Quali i percorsi praticabili per chi ha perso o rischia di perdere il lavoro?

Noi nel nostro piccolo abbiamo voluto fare un esercizio. Volevamo confrontarci con chi è in prima linea come noi e capire se quello che offriamo oggi ai cittadini milanesi è e sarà in linea con le esigenze, attuali e prevedibili. Ci siamo chiesti se avremmo potuto fare qualcosa di più o di diverso.

Per questo, con la collaborazione della società di consulenza Synergia, abbiamo deciso di organizzare un incontro con rappresentanti di altri osservatori importanti: dalla Caritas alla Coop la Strada, dalla Fondazione Feltrinelli alla Fondazione Ismu, dal Comune di Milano/Area Formazione alle Università Statale, Cattolica, Bocconi. All’incontro hanno partecipato figure diverse della nostra Fondazione che hanno portato la loro testimonianza su esperienze dirette quotidiane.

Sono emersi alcuni punti importanti e condivisi.

Fare rete è determinante per comprendere le componenti e le dinamiche, ma anche le diverse sfaccettature e le conseguenze psicologiche dell’attuale clima sociale, ed è fondamentale per poter fare interventi realmente efficaci.

La nostra missione è sempre stata chiara e anche oggi ne vengono riconosciute l’unicità e il valore: i nostri interventi non sono di natura assistenziale e il nostro compito è aiutare le persone, e le relative famiglie, che vivono un momento transitorio di difficoltà economica a rimettere in carreggiata la loro vita. È sempre un percorso personalizzato, ritagliato su misura in base alle esigenze specifiche dell’interlocutore, ma la ricetta semplificata ha due ingredienti base: un prestito agevolato e il nostro affiancamento per una vera ripartenza.

Abbiamo avuto un’ulteriore conferma. Oggi le nostre proposte sono una risposta concreta a situazioni sempre più diffuse nella nostra città. Possono essere la soluzione per chi non riesce a far quadrare i conti perché vive con la cassa integrazione o con l’indennità di disoccupazione (Credito Solidale 2.0); sono un’opportunità per la sempre più ampia popolazione di liberi professionisti e lavoratori autonomi che non ha liquidità ma dovrebbe investire per riqualificare la propria offerta di servizi e prodotti (Partita AttIVA); rappresentano una chance per chi desidera acquisire una nuova identità lavorativa puntando sull’apertura di un’attività (avvio di impresa). Quando abbiamo iniziato a pensare a come riformulare i nostri servizi per essere in sintonia con le nuove esigenze avevamo preso atto che queste tipologie di situazioni si stavano moltiplicando, non sapevamo ancora che la pandemia avrebbe fatto esplodere le difficoltà.

Nel corso dell’incontro è emerso un tema che noi sta molto a cuore e che è il presupposto del nostro intervento: la motivazione delle persone. Tutte le nostre proposte, infatti, non possono prescindere dall’energia e dalla determinazione della singola persona, che deve contribuire attivamente al suo percorso di ripartenza, dimostrando il desiderio di rinnovarsi, spesso anche il coraggio di cambiare la propria identità professionale. Dalle conversazioni, è emerso che tra le cause più diffuse dell’immobilismo ci sono la sfiducia e soprattutto la paura di cambiare, un sentimento meno comune tra i cittadini di altre nazionalità.

Alla fine di questo confronto molto prezioso, ci è stata rivolto un appunto: le nostre proposte non hanno la giusta visibilità. Dovrebbero, invece, essere note a tutti perché rappresentano opportunità concrete e già disponibili, tasselli solidi di un più ampio progetto di ripartenza.

È un obiettivo che intendiamo raggiungere e che stiamo perseguendo grazie anche agli accordi di collaborazione siglati con alcuni comuni e altre organizzazioni. Ma è evidente: la nostra missione non è di natura assistenziale, e quindi non immediatamente comprensibile, e tante persone in questo periodo hanno timori e perplessità, non se la sentono di fare debiti anche se “buoni”. La nostra storia ci ha insegnato, tuttavia, che, superate le fasi di disorientamento e incertezza, i cittadini milanesi torneranno a voler riprendere in mano le redini della propria vita. Noi siamo qui per questo.


Fondazione Welfare Ambrosiano - La casa, un diritto da ripensare

La casa, un diritto da ripensare

In un momento in cui il nostro Paese è impegnato a ridisegnare e a costruire le fondamenta della propria ripartenza, gli obiettivi di Milano sono chiari. La nostra città vuole tornare ad essere un esempio di efficienza, dinamismo, inclusività e la strategia è all’insegna della sostenibilità: ambientale, economico e sociale. Per questo il tema della casa è cruciale: anche la casa deve diventare un bene realmente sostenibile, a portata di budget di persone e famiglie.

Per fare il punto sullo stato dell’arte e sulle prospettive, il 28 maggio si terrà un incontro in diretta streaming. Verranno presentati i risultati del primo monitoraggio del progetto “Milano inclusiva” condotto da Nomisma e gli obiettivi del nuovo Osservatorio ERS, e in una tavola rotonda si confronteranno tutti i principali attori che operano in questo campo.

La nostra Fondazione ha contribuito al progetto “Milano inclusiva” fornendo dati e informazioni raccolti grazie all’attività di Milano Abitare, la nostra agenzia sociale per la locazione che opera dal settembre 2015, e porterà la sua testimonianza sull’evoluzione del mercato del canone concordato negli ultimi anni.
L’appuntamento è il 28 maggio dalle 12 alle 13.30, chi è interessato può iscriversi registrandosi a questo link.


Fondazione Welfare Ambrosiano - A proposito di Sostenibilità

A proposito di Sostenibilità

ESG, Environmental Social Governance, è questa l’espressione con cui viene definita oggi la responsabilità sociale dell’impresa. Recentemente BM&C ha organizzato un seminario proprio su questo tema e la nostra Fondazione è stata chiamata a portare la sua testimonianza. Questo incontro ricco di spunti è stata un’occasione per fare mente locale nuovamente sulla nostra identità e sul nostro ruolo oggi, in uno scenario drammaticamente cambiato.

Ma partiamo dall’etimologia di Environmental Social Governance, un concetto che è connotato da tre componenti diversi, con specifiche identità, ma in realtà correlati e dipendenti tra loro.

Environmental fa riferimento evidentemente all’Ambiente e alla Sostenibilità, intesa non solo in termini di ecosistemi naturali, ma anche in termini di sistemi economici e sociali, dimensioni che chiamano in causa necessariamente il tema del lavoro e del suo valore a livello di comunità (bene comune). È evidente che la nostra Fondazione è più coinvolta sul piano del sociale e della governance, ma oggi i fatti ci stanno indicando una nuova verità. Proprio in relazione al tema della sostenibilità ambientale, l’esperienza drammatica del Covid ci ha fatto capire che esistono dei limiti, non solo per noi esseri umani, ma anche per i sistemi economici e sociali: sono emersi paletti insormontabili che impediscono una loro ulteriore evoluzione. Gli studiosi la chiamano carrying capacity.

Affrontare in modo adeguato e tempestivo il tema dell’ambiente e del riscaldamento globale è dunque inevitabile, è il prerequisito fondamentale per il nostro domani. Non è un caso che Bill Gates, nel suo ultimo libro “Clima: come evitare un disastro”, sostiene che sconfiggere il Coronavirus è più facile che risolvere la questione climatica…

Ma per tornare ai due fattori che coinvolgono più direttamente la nostra Fondazione, il sociale e la governance, le mie riflessioni sono le seguenti.

Il sociale è il motore e il fine della nostra Fondazione. Lo dicono la nostra storia, il nostro statuto, la nostra missione. Al centro del nostro lavoro e del nostro impegno c’è sempre la persona, con i suoi bisogni, ma sempre nella sua totalità. L’esperienza ci conferma che, anche se viene affrontata nello specifico la transitoria difficoltà economica, il rapporto che si instaura con la persona è spesso a 360 gradi, tocca necessariamente tante diverse corde della sua identità individuale e sociale.

La nostra missione, dunque, rientra pienamente nella priorità sociale ma anche il modello e la governance non sono neutrali a questa concezione valoriale.

Anche il nostro modello organizzativo si basa sulle persone perché il nostro punto di forza sono proprio i nostri volontari. Il loro impegno, la loro dedizione, la loro capacità di instaurare una relazione empatica. Chi meglio di loro può parlarci delle persone che incontrano? Il nostro, tra l’altro, è un modello che valorizza un patrimonio di competenze già esistenti – quelle dei nostri volontari e dei nostri Mentor – e che non appesantisce di costi la nostra organizzazione. È un modello pienamente sostenibile.

La governance pubblico /privato dei nostri soci ci insegna anche che la partecipazione è la strada più efficace per esercitare al meglio le funzioni di direzione e guida. Chi mi conosce lo sa, personalmente sono convinto che le sfide non si vincono a colpi di maggioranza, possono essere affrontate solo con la capacità di riconoscere il valore e le ragioni dell’altro.

La mia considerazione conclusiva è quindi la seguente: la vera Sostenibilità è un circolo virtuoso e la nostra Fondazione, nel suo piccolo, sta mettendo in atto un’innovazione sociale sostenibile proprio perché è impegnata a dare risposte concrete e costruttive al tema emergente della nuova povertà. È un esempio concreto di Environmental Social Governance, è una realtà già operativa, non solo una bozza o una teoria ancora sulla carta.


Fondazione Welfare Ambrosiano: Patto per il lavoro per la città di Milano

Il grande debutto ufficiale del Credito Solidale 2.0

Come molti di voi avranno saputo, lo scorso 4 marzo il Comune di Milano ha organizzato un incontro per comunicare alla stampa le opportunità offerte dal nostro Credito Solidale 2.0. Per noi è stato un’occasione preziosa per dare maggiore visibilità a questo strumento di sostegno al reddito ma anche un riconoscimento importante proprio per l’autorevolezza dei relatori che sono intervenuti.

A presentare il Credito Solidale 2.0 sono stati, infatti, il sindaco di Milano Giuseppe Sala e Cristina Tajani, Assessora alle Politiche per il Lavoro e Attività produttive del Comune di Milano. In rappresentanza dei soci fondatori della nostra Fondazione, al tavolo virtuale erano seduti per Cgil, Cisl e Uil Massimo Bonini, Eros Lanzoni, Danilo Margaritella e per la Camera di Commercio di Milano Massimo Ferlini. Nostro ospite è stato anche Francesco Cardinali, Senior Country Officer di J.P. Morgan in Italia, la multinazionale di servizi finanziari che dal 27 aprile 2020 sostiene le attività della nostra Fondazione.

Grazie a questo incontro tutti i principali quotidiani, cartacei e online- hanno parlato del valore del nostro Credito Solidale 2.0, anche il Comune di Milano lo ha promosso pubblicandone i dettagli sui suoi social e sulla newsletter InformaMI, e oggi questa nostra proposta è nota a un numero ancora più ampio numero di cittadini. Lo dimostrano i nostri telefoni che continuano a squillare e il crescente numero di email che riceviamo quotidianamente.

Chi ci si sta chiamando? C’è chi è in cassa integrazione da molti mesi, chi ha perso il lavoro e sta vivendo con la Naspi, chi poteva contare su due stipendi e ora con una sola entrata stenta a portare avanti la famiglia. Il calo del reddito sta diventando un problema pervasivo, con cui è sempre più difficile convivere.

Le persone che si rivolgono a noi hanno tutte storie diverse, ma quando decidono di contattarci hanno qualcosa in comune: sono arrivate a un capolinea. Pensavano che quel calo di reddito inaspettato fosse una parentesi transitoria, hanno già messo mano a tutti i loro risparmi, hanno chiesto aiuto a parenti e amici e ora prima di alzare il telefono si trovano a combattere con sentimenti contrastanti: imbarazzo, pudore, tanta preoccupazione.

Noi e i nostri volontari siamo qui per questo. Continuiamo e continueremo ad offrire il nostro supporto e i nostri servizi, anche se l’emergenza sanitaria non ci consente di avere un incontro diretto, di persona, la dimensione più naturale per confrontarsi su temi personali e delicati. Siamo pronti a valutare con loro l’opportunità del nostro Credito Solidale 2.0 e ad affiancarli in un percorso di risalita, ma in base alle loro esigenze, gli proponiamo anche tutti gli altri servizi che possono essere utili per progettare una seria ripartenza: Partita AttIVA, Avvio di impresa, Milano Abitare.

Oggi le difficoltà sono tante e si prospettano ancora molte nubi nere all’orizzonte, noi nel nostro piccolo, con tutte le nostre risorse e con l’impegno di tutti i nostri volontari, vogliamo contribuire a far tornare un po’ di sereno nella vita di molti cittadini e di molte famiglie. Ce la metteremo tutta. E Milano, ne sono certo, ce la farà.


Ci siamo, è operativo il nostro nuovo gestionale!

Ci siamo, è operativo il nostro nuovo gestionale!

Con la paura di dover abbandonare i suoi amati fogli Excel, inizialmente qualcuno di noi lo ha accolto con una non celata diffidenza, ma dopo un breve training è stato conquistato proprio dai vantaggi: ora si riesce a lavorare meglio e tutto è più semplice e immediato, dall’inserimento dei dati al monitoraggio dei progetti e dei risultati. Anche la condivisione con i colleghi è molto più agevole, un fattore cruciale per il modus operandi della nostra Fondazione.

Chi ci conosce lo sa, la nostra gestione è sempre stata particolarmente accurata, quasi maniacale, ma prima ogni nostra proposta/servizio aveva un suo metaforico cassetto. I cassetti venivano aperti quasi a mano e singolarmente, non comunicavano tra loro. Oggi invece tutto è velocemente a portata di un click, facilmente confrontabile e condivisibile. Abbiamo una visione completa e integrata, possiamo valutare in pochi secondi gli aspetti comuni o ricorrenti delle candidature e dei progetti, mettere a fuoco in modo immediato la natura di una specifica situazione, anche quando una persona usufruisce contemporaneamente di più servizi.

Ma oltre ai vantaggi operativi che offre a tutti noi – grazie al cloud è utilizzato anche dai nostri volontari e dai nostri Mentor – il nuovo gestionale ci permette di avere una fotografia sempre aggiornata anche dei nostri sforzi e dei nostri risultati. Questa nuova prospettiva ci consente di identificare agevolmente i colli di bottiglia, le aree di miglioramento, le possibili azioni volte a ottimizzare i processi e gli interventi. Questa per noi è una grandissima opportunità, potremmo rispondere in modo più tempestivo e preciso alle richieste dei cittadini e saremo in grado di erogare i nostri servizi in modo più efficiente e più capillare. È una sfida che impegnerà ulteriormente noi e tutti i nostri volontari ma siamo molto motivati, vogliamo vincerla.

La storia di questo nostro gestionale ve l’avevamo anticipata, vi avevamo anche aggiornato sulle fasi di messa a punto e test necessarie alla sua piena adozione. Oggi ci siamo, la nostra nuova piattaforma è operativa ed è un nostro nuovo asso nella manica che ci permetterà di lavorare meglio e di più per la ripartenza del nostro territorio. Ma ci fa piacere tornare nuovamente a ripetervi che questo investimento è stato reso possibile dall’accordo che abbiamo siglato lo scorso 27 aprile con J. P. Morgan. Un accordo, in cui questa nostra nuova piattaforma ha un ruolo strategico per il raggiungimento di un obiettivo esplicito condiviso: intensificare gli sforzi e ottimizzare le metodologie per affrontare in modo più efficace le nuove drammatiche difficoltà economiche indotte dalla pandemia.


Fondazione Welfare Ambrosiano - Il nostro incontro con il Piano C

Il nostro incontro con il Piano C

Quando pochi giorni fa abbiamo parlato con Lucilla Tempesti, Partnership & Advocacy Manager del Piano C, capirsi è stato facile e decidere di collaborare è stata una conclusione naturale e immediata.

Per chi non lo sapesse, il Piano C è nato nel 2012 ed è stato premiato come Miglior Progetto di Innovazione Sociale in Europa” dalla Banca Europea degli Investimenti. È un’associazione no profit che affianca le donne che desiderano rimettersi in gioco e che vogliono inserirsi o reinsersi nel mondo del lavoro. Il percorso nasce come un lavoro di gruppo e parte proprio dalla messa a fuoco dell’identità di ogni singola donna: storia, difficoltà, capacità, potenzialità, aspirazioni, caratteristiche spesso nascoste o offuscate da un quotidiano difficile o dato per scontato. La nuova consapevolezza acquisita consente a ogni donna di avere una visione più lucida dei suoi punti di forza e delle sue potenzialità ma soprattutto della sua possibile futura identità professionale che il team del Piano C aiuterà a costruire grazie a corsi di formazione e alla rete dei suoi contatti con istituzioni e aziende.

È evidente che le possibili aree di collaborazione tra noi e il Piano C sono molteplici.

La condivisione di esperienze e le sinergie tra i nostri due particolari osservatori ci consentirà di comprendere meglio le attuali condizioni e necessità delle donne milanesi – una percentuale della popolazione molto ampia, oggi particolarmente in difficoltà – e di lavorare insieme per individuare le concrete opportunità di ripartenza.

Le nostre proposte sono strumenti concreti che il Piano C può mettere a disposizione delle sue interlocutrici per facilitare il loro inserimento nel tessuto sociale ed economico.

Ultima considerazione. Quando si lavora in rete e nella rete entra in gioco un nuovo attore con cui si condividono principi e obiettivi, si verifica un effetto moltiplicatore. Nascono sempre nuove idee e da buoni milanesi le tradurremo in iniziative concrete.

Qualcuno dice che sono gli incontri a cambiare la vita…noi grazie all’incontro e alla collaborazione con il Piano C abbiamo un obiettivo: lavorare per far cambiare in meglio la vita di molte più donne. Una risposta doverosa e concreta a un’esigenza, e sempre più un’urgenza, per la nostra città e per il nostro Paese.


Telecamere puntate sulla nostra Fondazione

Venerdì scorso “l’Italia che produce”, il programma che va in onda ogni settimana su Telelombardia, ha realizzato un ampio servizio dedicato alla nostra Fondazione.

Protagoniste del servizio sono proprio le nostre proposte: Credito Solidale 2.0, Partita AttIVA e Avvio di impresa. Vengono riconosciute e promosse come opportunità concrete per tutte quelle persone in difficoltà che vogliono riprendere in mano la propria vita ripartendo dal lavoro. Nel servizio, Romano Guerinoni ricorda la missione e gli obiettivi che hanno sempre guidato le attività della Fondazione sin dalla sua nascita, attività che oggi assumono un nuovo significato proprio per le difficoltà indotte dalla pandemia: Heidi Ceffa, invece, si sofferma sui criteri che hanno portato alla formulazione di queste proposte, semplici e personalizzabili, sottolineando il ruolo decisivo dell’affiancamento – da parte del team, dei volontari e dei mentor – per il buon esito dei percorsi individuali intrapresi.


Fondazione Welfare Ambrosiano - Riflessioni di fine anno

Riflessioni di fine anno

Sta per chiudersi questo difficile 2020, un anno che neanche i più grandi scienziati, economisti, astrologi e cartomanti avrebbero mai potuto prevedere. Un anno che ha continuato a spiazzare tutti – spazzando via inaspettatamente tantissime vite ma anche molte certezze economiche e sociali – e che ci lascerà comunque un’eredità molto pesante da gestire e qualche domanda in più sul significato del nostro vivere.

In tutti questi mesi però, soprattutto nel nostro territorio, tante persone non hanno mai smesso di lavorare grazie allo smart working ma tante altre non hanno avuto questa opportunità. Penso alle persone cui non è stato rinnovato il contratto, a quelle che sono e saranno ancora per mesi in cassa integrazione, a chi si è ritrovato a dover fermare la propria attività ma si è ingegnato per proporre comunque i propri servizi e prodotti in modo diverso. Anche in quest’ultimo caso gli strumenti digitali si sono rivelati preziosi alleati per continuare a tener vivo il proprio ruolo nel mercato e le proprie relazioni commerciali. Lesson learned, dicono gli inglesi, una lezione che racconta due verità: la digitalizzazione offre alternative e opportunità innegabili, ma nel mondo del lavoro il valore della relazione con gli altri, fisica e non solo virtuale, è fondamentale e insostituibile.

Oggi però dal nostro osservatorio percepiamo un sentimento sempre più forte e diffuso: le persone, sopra tutto e prima di tutto, vogliono poter riprendere davvero in mano la loro vita, desiderano recuperare la loro dignità in modo stabile, anche con la consapevolezza che nulla tornerà come prima.

In questi mesi la nostra Fondazione è stata chiamata a dare il proprio contributo in tanti nuovi tavoli di lavoro che sono nati proprio per far fronte alle emergenze ma anche per mettere a punto una serie di strumenti utili a riattivare il tessuto economico e sociale. Siamo molto orgogliosi di questo coinvolgimento, il nostro ruolo e le nostre proposte sono state considerate da tutti opportunità concrete e serie per la ripartenza dei cittadini milanesi. Ne sono la prova gli accordi che abbiamo siglato con il Comune di Pioltello e il Comune di Cinisello Balsamo, la partnership che abbiamo appena stretto con Jointly, piattaforma di welfare aziendale, e ancora il più impegnativo Patto per il lavoro di Milano, cui siamo stati chiamati a partecipare per illustrare e promuovere le nostre attività. Ci auguriamo che queste forme di collaborazione si realizzino con tanti altri protagonisti del nostro territorio. Noi siamo pronti a dare il nostro contributo per ottimizzare gli sforzi e moltiplicarne gli effetti.

E vengo a un punto a me caro. Ho sempre sostenuto che nei periodi di difficoltà economica è fondamentale poter disporre di un welfare territoriale delle opportunità in grado di dare “da vicino” supporto, strumenti e affiancamento concreti alle persone. Oggi lo scenario è ancora più complesso e la mia convinzione è ancora più forte: per affrontare questa “pandemia economica” l’intervento assistenziale non potrà e non dovrà essere l’unica strada da percorrere, per favorire e accelerare una ripartenza capillare e diffusa del territorio si dovrà contare su un nuovo e più forte welfare delle opportunità.

Risultati importanti sono sempre il frutto di un buon lavoro di squadra, di tanti sforzi coordinati e di obiettivi condivisi. Noi ovviamente ci siamo e ci saremo. Da parte nostra, continueremo a contare sulla consueta passione e sull’inarrestabile impegno del nostro team e dei nostri volontari, una certezza ormai consolidata, che, come constatiamo tutti i giorni, nulla o nessuno è in grado di scalfire.

Auguri a tutti voi e alle vostre famiglie

DG Romano Guerinoni


Fondazione Welfare Ambrosiano - Partita AttIVA: un primo bilancio e un invito

Partita AttIVA: un primo bilancio e un invito

La popolazione di chi lavora con la Partita Iva è sempre più numerosa, ma definirne l’identità rimane una sfida: dietro ad ogni Partita IVA c’è sempre una storia individuale, con motivazioni, esperienze, competenze, obiettivi e aspettative differenti. Per questo quando abbiamo deciso di creare Partita AttIVA abbiamo disegnato una proposta molto flessibile e personalizzabile in funzione delle diverse esigenze. Un risultato che è stato possibile grazie a una vera task force che ha coinvolto tanti attori e osservatori speciali: PerMicro, il Comune di Milano, la Città Metropolitana di Milano, la Camera di Commercio di Milano, Nidil CGIL, Vivace, UilTemp.

Nella eterogeneità di liberi professionisti e lavoratori autonomi riscontriamo però alcuni fattori/sentimenti ricorrenti: l’esigenza di riuscire ad affrontare un mercato sempre più difficile e imprevedibile e il desiderio di distinguersi per qualità e tipologia di offerta e per capacità professionali. Chi si rivolge a noi ha sempre idee e progetti, ha sicuramente bisogno di una mano concreta per poter continuare a investire nella sua attività – competenze, strumenti e tecnologie adeguate – ma qui, spesso sorprendendosi, trova anche indicazioni importanti per indirizzare meglio il suo business. Molti ci confessano di aver recuperato dati e informazioni che non avevano, di aver scoperto nuove prospettive inesplorate, di aver avuto suggerimenti preziosi per valorizzare meglio la propria capacità di fare la differenza nel mercato.

La nostra reazione è prevedibile: siamo orgogliosi di contribuire alla ripartenza dei cittadini milanesi e siamo anche consapevoli che il valore aggiunto che riusciamo a dare è merito dei nostri Mentor. Sono loro che continuano a mettere a disposizione le loro conoscenze e le loro esperienze, che analizzano le nuove dinamiche dei diversi settori di mercato per mettere a fuoco le opportunità concrete di ogni singola attività. Grazie sempre ai nostri Mentor!

Ora è il momento dell’invito. Partita AttIVA è stata annunciata lo scorso 21 aprile e sta per compiere 6 mesi di vita. È una proposta che piace, ma ancora poco conosciuta, e il nostro obiettivo è renderla disponibile al più ampio numero possibile di cittadini milanesi.

Con PerMicro stiamo continuando a parlarne sui nostri social e nei nostri siti stiamo raccontando le storie di chi ha scelto Partita AttIVA per rilanciare la sua attività; in questi giorni abbiamo anche avviato una piccola campagna su Facebook per riuscire a raggiungere anche chi non ci conosce ancora. Ma abbiamo bisogno di voi. Raccontate e promuovete il più possibile questa nostra proposta e le tante altre opportunità che offre la grande squadra della città di Milano. Contiamo su di voi, grazie.